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Ricerche e Indagini

Tutte le mamme lavoratrici sono multitasking

Pubblicato Giovedì 03 Maggio 2012 Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Maggio 2012 alle 22:52
Mamme al lavoro

Donne ancora costrette a scegliere tra famiglia e lavoro? Dal sondaggio condotto da InfoJobs.it, emergono interessanti spunti su come le mamme lavoratrici riescano a conciliare vita privata e professionale tra difficoltà e scarse politiche di incentivazione.  Raggiungere il work life balance che garantisca un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata non è sempre facile, in particolare per le mamme.

Nessuno più di loro ha la necessità di organizzare il proprio tempo in modo efficiente per bilanciare i bisogni della famiglia con le esigenze della vita lavorativa. Ma ci riescono davvero, senza sacrificare nulla? InfoJobs.it (www.infojobs.it), società che opera nel settore del recruiting online, ha condotto un sondaggio sulle mamme che lavorano, indagando sulle tempistiche di rientro al lavoro in seguito alla gravidanza, sull’offerta di orari flessibili e su come conciliare il lavoro con il ruolo di mamma e con la vita di coppia.  Dal sondaggio emerge che il 36% delle mamme italiane rientra al lavoro dopo 6-12 mesi dalla nascita del proprio figlio ed il 29% al termine della maternità obbligatoria. Il 17%, invece, si prende più tempo e torna a lavorare solo dopo 12-18 mesi, mentre il 18% delle donne non rientra al lavoro in seguito alla gravidanza.

 

Dato meno tangibile, ma altrettanto importante per analizzare la situazione attuale è quello relativo allo stato d’animo delle neomamme al rientro: il 33% del campione non si è sentito in colpa nel rientrare al lavoro dopo la gravidanza poiché ritiene che una donna soddisfatta del suo lavoro sia anche una madre più serena, mentre il 32% si è sentito in colpa, ma è stata obbligato al rientro dalle esigenze economiche della famiglia. Il 22% dichiara di non aver avuto sensi di colpa ma anzi di attribuire grande importanza all’indipendenza economica per la crescita dei figli. Solo il 13% delle intervistate dichiara di pagare lo scotto del proprio rientro con la perdita di momenti salienti della crescita del proprio bimbo e di sentirsi manchevole da questo punto di vista.

Flessibilità, asilo nido interno e part-time sono spesso solo un miraggio per le neo-mamme. Ci sono anche molte mamme che sono state costrette a rinunciare al proprio lavoro. Le ragioni di questa scelta sono molteplici, ma la principale è la mancanza di possibilità per le neomamme di ottenere un part-time o orari di lavoro più flessibili (63%). Il 40% delle mamme che lascia il lavoro, poi, lo fa perché non può pagare l’asilo o una baby sitter a tempo pieno e non ha parenti sui quali poter fare affidamento. Altri problemi riscontrati sono la mancanza del nido aziendale e la possibilità di lavorare da casa (entrambi al 14%). Una delle soluzioni ritenute più vantaggiose dalle mamme lavoratrici, per conciliare vita lavorativa e privata è, certamente, l’introduzione di orari flessibili al lavoro. Secondo il 57% delle intervistate la flessibilità si tradurrebbe in maggiore motivazione e produttività, per il 19% anche in una notevole diminuzione dello stress. Il 16% ritiene anche che la flessibilità porterebbe a una riduzione dei tassi di ritardo e assenteismo delle neomamme. Basse le percentuali di coloro che ritengono che gli orari flessibili per le mamme portino ostilità fra colleghi (3%) o scarso coinvolgimento nelle dinamiche aziendali (3%). Solo il 3% delle intervistate vede questa possibilità come un ostacolo alla carriera.

Come si conciliano lavoro e famiglia? Il sondaggio di InfoJobs.it si è concentrato anche sui metodi e i “trucchi” delle mamme lavoratrici per conciliare il mantenimento del proprio impiego con una sana vita familiare e coniugale. Principalmente le mamme cercano di organizzare le proprie giornate in modo dettagliato e di pianificare le cose da fare, in modo da dedicare il tempo necessario ai propri figli (44%). Il 32%, invece, preferisce vivere alla giornata e non stressarsi: le imperfezioni e i ritardi fanno parte della vita. C’è un 19% di mamme che non ha più tempo per sé e vive 24 ore non stop pur di dedicare le attenzioni necessarie ai propri figli e, infine, un 13% che chiede aiuto a famiglia e amiche, non confidando troppo nella collaborazione del proprio compagno. Anche la vita di coppia è una questione spinosa, che richiede attenzioni particolari ed escamotage per una donna impegnata su diversi fronti. Il 58% delle intervistate dichiara che il rapporto di coppia, a seguito della nascita di un figlio, cambi inevitabilmente e che la relazione a due si evolva necessariamente in un rapporto di famiglia. Il 26%, invece, dà maggior importanza alla coppia e si impegna a dare attenzione sia al figlio sia al compagno. Il motto, per queste mamme lavoratrici è: mai far pensare all’uomo di essere al secondo posto. Più bassa la percentuale di coloro che dichiarano di non avere più alcuna vita privata al di fuori di figli e lavoro (14%). Solo il 7%, infine, dice di dedicare almeno una sera a settimana alla vita di coppia, magari chiamando una baby sitter e organizzando una cena per due.

Quale il modello nel quale si rispecchiano le mamme lavoratrici? InfoJobs.it, infine, ha chiesto alle mamme lavoratrici in quale mamma famosa del cinema o della tv si rispecchino maggiormente, per capire a quali modelli di maternità moderna aspirino le donne intervistate. Il 43% aspira a un modello forte: una donna come Jackie di “Nemiche Amiche”, che ama profondamente i propri figli e riesce a superare gli ostacoli emotivi per il loro bene. Anche Donna, del musical “Mamma Mia!” è uno dei riferimenti più apprezzati (33%): una mamma esplosiva, autonoma e forte che se la cava bene anche da sola. Terza in classifica è Lorelai della serie tv “Una mamma per amica” (21%): una sorella maggiore più che una mamma, che superi l’ostacolo generazionale e riesca a condividere tutto con i propri figli. Solo il 3% si rispecchia in Kate McCallister di “Mamma ho perso l’aereo”, mamma distratta con tanti figli che ogni tanto si dimentica delle “cose” davvero importanti.

“Il giusto equilibrio tra realizzazione personale, professionale e familiare richiede un forte impegno da parte delle aziende, che devono tradursi in forme di tutela, incentivazione e valorizzazione delle donne che scelgono di diventare mamme”, dichiara Vittorio Maffei, Managing Director di InfoJobs.it. “Offrire pari opportunità significa necessariamente valorizzare la figura della donna come mamma e moglie, per coniugare carriera lavorativa e impegni personali senza dover scegliere tra l’una e l’altra. E’ importante che a tutti i livelli aziendali siano previste incentivazioni e facilitazioni, per offrire un reale valore aggiunto alle lavoratrici che, sentendosi maggiormente tutelate, potranno svolgere il proprio lavoro in modo più sereno e con meno stress, a tutto vantaggio per la produttività e il business” conclude Maffei.



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