Network donna
Progetti e iniziative
Ready for Board 2012
Pubblicato Mercoledì 29 Febbraio 2012 Ultimo aggiornamento Martedì 13 Marzo 2012 alle 00:25
Monica Pesce, Presidente del network internazionale Pwa spiega alla Carriera rosa le novità presentate nel corso della terza edizione del progetto Ready for board women, il dossier di donne candidabili a far parte di un consiglio di amministrazione aperto già dal 2009, quando la legge sulle quote rosa era solo un'ipotesi molto lontana.
Oggi il dossier si impone in tutta la sua attualità e Pwa lo rilancia in una formula rinnovata che si poggia anche sulla sua forte identità internazionale. Come dimostrano tutte le altre iniziative che il network farà partire nel corso del 2012.
Pwa si è fatta promotrice già dal 2009 di una lista selezionata di donne potenziali board member. Quali sono le principali novità della terza edizione del progetto Ready for Board?
Come prima cosa, la lista Ready-for-Board Women diventerà digitale, stiamo realizzando un database elettronico al fine di rendere la lista utilizzabile per proporre candidature qualificate alle aziende in fase di rinnovo del CdA. Naturalmente l'identità delle candidate sarà visibile pubblicamente, mentre tutti i dati sensibili saranno preservati e organizzati dall'associazione. Il prossimo passo sarà l’estensione del progetto a livello europeo, cominciando con Francia e Regno Unito tramite i network della EuropeanPWN. Abbiamo anche un nuovo Advisory Board, di cui fanno parte Alberto Grando - Dean SDA Bocconi, Antonio Segni – Socio Studio Labruna Mazziotti Segni - e Maria Pierdicchi - Managing Director di S&P. Naturalmente ne fanno ancora parte Livia Amidani Aliberti, Romina Guglielmetti, Simona Cuomo e Rosanna D’Antona, con le quali abbiamo iniziato questo percorso quattro anni fa.
Il motto dell'evento è "coinvolgere gli uomini". Significa che fare squadra in un'ottica solo al femminile non basta più?
Riteniamo necessario procedere in due direzioni in parallelo. Da un lato continuiamo a considerare prioritario contribuire al consolidamento di un network al femminile, perché crediamo che le donne siano e debbano essere le migliori supporter di altre donne: conoscono le dinamiche che si generano nei contesti aziendali, hanno trovato il modo di affrontare e superare le medesime difficoltà e hanno voglia di condividere. La realtà dei fatti è che nella maggior parte dei casi nei loro contesti aziendali sono isolate al vertice, sentono quindi la necessità di aprirsi ai loro “peers al femminile” che possono individuare solo al di fuori del contesto aziendale. Dall’altro lato, tuttavia, nella maggior parte dei casi gli uomini sono oggi i decisori ed influenzatori nel processo decisionale di cooptazione, occorre quindi mobilitare gli uomini, renderli maggiormente consapevoli delle opportunità derivanti da una maggiore apertura all’altro genere e contribuire all’incontro fra domanda e offerta. Possiamo dire che dopo aver avviato un percorso di individuazione, condivisione e visibilità delle donne – che deve proseguire nel tempo – è arrivato il momento di costruire un allargamento del nostro percorso di riflessione, che peraltro fin dal primo momento si è focalizzato più su temi di merito e di qualità della governance che su questioni di uguaglianza. L’obiettivo finale è fare in modo che le donne vengano cooptate nei CdA perché possono dare un valido contributo e migliorare le performance dell’azienda e non solo perché esiste un obbligo di legge.
Cosa vi aspettate dai prossimi rinnovi dei consigli di amministrazione in scadenza a primavera?
Visto che la legge entrerà in vigore solo a partire dal mese di agosto, non possiamo che auspicare la volontà da parte delle aziende di anticipare la legge, inserendo alcune donne già nei consigli al rinnovo in primavera. Probabilmente aspettarsi che il 100% dei CdA al rinnovo questa primavera inseriscano una donna è forse un obiettivo ambizioso, ma meno del 50% sarebbe al contrario un fallimento per il nostro sistema, confermando una resistenza al cambiamento – qualunque cambiamento – che nel mondo globale, dinamico ed ipercompetitivo di oggi è un segnale assai preoccupante.
Quali sono i principali progetti di PWA per il 2012?
Nel 2012 lanceremo una serie di Workshop per le Ready-for-Board Women, come occasione di confronto e approfondimento su tematiche rilevanti per i CdA. Abbiamo da poco lanciato l'Entrepreneurship Club, che darà origine a momenti di scambio tra imprenditrici navigate e nuove leve e inoltre, entro la fine dell'anno, potrebbe partire un progetto di Coaching, ma non posso ancora svelare dettagli...
Rispetto alle numerose attività che organizzate per le vostre associate ci sono iniziative che hanno avuto un particolare, inaspettato successo?
Sicuramente le serate di Networking strutturato. I nostri incontri del mercoledì durano un paio d'ore, la prima ora viene lasciata a disposizione delle member per un confronto libero, mentre nella seconda organizziamo sempre scambi moderati individuando un tema specifico da dibattere o sui cui interagire proficuamente. Questo aiuta a scambiarsi informazioni preziose a livello professionale e le member che ne sentono il beneficio sono sempre più numerose. Il numero delle ospiti è in costante crescita. Molte diventano member a partire dalle serate successive. I nostri aperitivi sono abbastanza affollati ultimamente...
Il vostro è un network internazionale: potete fare confronti con altri paesi. Avete potuto verificare una modalità italiana di "fare network" ?
A dire il vero quello che ci caratterizza è proprio l'internazionalità riprodotta localmente. L'atmosfera che si respira a Milano è la stessa che si respira negli altri diciannove city network della federazione. I limiti locali vengono oltrepassati automaticamente. E' questa la magia.




