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Intervista

Ilaria Zampori: so misurare quanto rende Internet

Pubblicato Lunedì 18 Giugno 2012 Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Giugno 2012 alle 17:39
Ilaria Zampori

Si muove con disinvoltura tra impression, PPC e dispay advertising, tra conversion e affiliate marketing con un obiettivo quotidiano costante: utilizzare tutti gli strumenti più sofisticati della marketing intelligence per quantificare ciò che è difficilissimo misurare: la rendita effettiva delle attività di marketing online per chi online investe. Ilaria Zampori è direttore generale di QUISMA Italy, agenzia internazionale all’avanguardia nel performance marketing online, realtà tecnologica che si rivolge a quei 476 milioni di clienti potenziali che sono gli utenti europei della rete.

 

Cosa rappresenta internet oggi per i progetti di comunicazione delle aziende?

La presenza su internet rientra ormai tra le variabili di buon marketing mix E' vero anche che  molte aziende non sanno ancora bene come utilizzarlo ed anzi hanno paura di quello che, nel web, è difficilmente controllabile. Bisogna infatti essere disposti ad andare oltre la semplice presenza: è necessario mettersi in gioco e ricercare un costante colloquio con i consumatori. Credo che sia fondamentale accettare che ci siano anche riscontri negativi e proprio approfittando del canale web, rispondere ed affrontare le critiche e le possibili problematiche .

 

Come vi ponete in questo mercato?

Il nostro obiettivo è arrivare a ottenere risultati concreti e in tempo reale: dalla misurazione della percezione del marchio all'aumento delle vendite e dei clienti. Il nostro modello di business inserisce nel marketing mix  dell'azienda la presenza sul web e la gestione del marchio sui vari social. Per una pianificazione pubblicitaria efficace sono determinanti un’allocazione ottimale del budget, uno sviluppo di strategie basate sulle interdipendenze tra i mezzi e una valutazione su pianificazioni future. La marketing intelligence calcola poi la rendita di tutte le attività di marketing – sia online che offline -  in base ai modelli econometrici.

Cosa significa per un'azienda avere una buona reputazione online?

Avere una presenza su diversi piattaforme, non essere presente solo attraverso la pubblicità ma anche sui social media.  Qui la reputazione si guadagna sul campo,  interfacciandosi quotidianamente con gli utenti, mettendo a disposizione le informazioni, fornendo contenuti e servizi, carcerando di capire e aiutare gli utenti in difficoltà.

Come viene considerata  dalle agenzie di comunicazione la presenza e l'attività delle donne-utenti del web?

Il target femminile è quello più richiesto dalle aziende che seguiamo; in generale è sempre in cima ai riferimenti proprio per il sempre più forte potere  decisionale e d'acquisto delle donne.

Ci può raccontare il suo percorso professionale?

Dopo una laurea in Relazioni Pubbliche allo Iulm e un anno vissuto in Svezia grazie al programma Erasmus, sono andata negli Usa per seguire un master alla Georgetown University come parte di un progetto di studio sulla "Comunicazione e la pubblicità online negli Usa". Ero già convinta che avrei lavorato in questo ambito. Erano gli anni 2000, gli anni del boom di Internet, poco prima dell'esplosione della bolla. Il settore era in grande fermento, il contesto era elettrizzante tanto che ho avuto la possibilità di lavorare nella sede di New York di DoubleClick, punto di riferimento del settore, ancora prima di laurearmi. Da lì mi è stata data la possibilità di far parte del team della start-up italiana di DoubleClick a Milano. Allo scoppiare della bolla la società è stata venduta ad una società tedesca. In AdLINK Internet Media sono arrivata a ricoprire ruoli di responsabilità a livello internazionale nel team di International Product Manager. Successivamente sono diventata International Business Development Director in Hi-media Group. Il bello di Internet è che non devi cambiare azienda: perché è la stessa azienda a cambiare continuamente proprietà! Recentissimo il mio incarico a Quisma (Gruppo WPP) - direttore generale da un anno esatto. L'impegno è totale, perché si tratta di una start-up: la prima fase è sempre emozionante è richiede una dedizione totale: si lavora fino a 12 ore al giorno.

Quali sono le competenze più richieste  nel vostro settore?

Ci sono professionalità molto difficili da trovare. Abbiamo due posizioni aperte  altamente specializzate nell'ambito del performance marketing online. E sicuramente l'ambito "performance" è tra i più richiesti. Ma anche il ruolo di account manager e di business development manager ha ottime potenzialità di impiego.



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