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Intervista
Casentini: una community internazionale per la meeting industry
Pubblicato Venerdì 04 Maggio 2012 Ultimo aggiornamento Domenica 24 Giugno 2012 alle 22:14
L'industria congressuale comprende in sè una miriade di mestieri, competenze e professionalità che l'attuale momento economico mette di fronte all'imperativo di un costante aggiornamento e alla sfida del "fare rete". Sta diventando sempre più strategico in questo contesto anche il ruolo delle associazioni, punto di riferimento per chi opera nel settore della meeting industry . MPI, MPI - Meeting Professionals International – è un'associazione no profit internazionale che nel 2012 conta oltre 21mila soci nel mondo suddivisi in 71 capitoli e club.
In Italia i soci sono circa 240 (si tratta de primo capitolo europeo per anzianità di fondazione e il secondo per numero di associati), costituendo così la più grande realtà associativa nell’ambito dell’industria congressuale mondiale. Paola Casentini, Presidente di MPI Italia Chapter (che organizza il seminario "Donna e tecnologia" il 7 maggio a Bologna) spiega in quest'intervista alla Carriera rosa quali sono le attività e cosa si prefigge l'associazione. Ma soprattutto racconta caratteristiche e peculiarità di una professione ad altissimo tasso di presenza femminile (70% di MPI Italia).
Chi guida MPI e quali sono gli obiettivi di MPI Italia Chapter ?
MPI un’associazione no profit, presieduta nel mondo da un International Board of Directors composto da volontari eletti dai soci, a cui fanno capo i vari consigli e comitati nazionali, che si occupano di aree di lavoro specifiche. Il Board ha inoltre la facoltà di nominare comitati o task force per lo studio di progetti specifici. La gestione operativa di Meeting Professionals International è affidata a uno staff di 75 professionisti che operano nella sede centrale di Dallas e nell’ufficio europeo in Lussemburgo. La mission di MPI si articola su cinque punti: affermare l’importanza dell’industria dei congressi e degli eventi a livello mondiale come fattore determinante del successo delle organizzazioni aziendali; valorizzare le potenzialità dell’industria congressuale e degli eventi evidenziandone l’importanza, sia a livello individuale sia territoriale; contribuire alla crescita professionale dei propri soci preparandoli ad affrontare una realtà caratterizzata da dinamiche sempre più articolate, come quella del mercato congressuale, attraverso la formazione certificata, l’accesso all’informazione e l’aggiornamento costante; contribuire allo sviluppo e alla crescita dell’industria congressuale attraverso studi, ricerche, analisi delle tendenze aziendali, sociali, politiche ed economiche, che governano anche il sistema congressuale; costituire un grande network di professionisti del settore dando quindi ai soci un’ampia possibilità di contatto e promozione.
Quanto conta la presenza femminile all'interno del MPI Italia Chapter?
La presenza femminile nel capitolo Italiano è determinante, siamo circa il 70%. Basti pensare che nel direttivo siamo cinque donne e quattro uomini e che sono due anni di seguito che la presidente è una donna. Il livello internazionale rispecchia quello italiano anche se nel board internazionale la presenza femminile è minore.
Chi fa parte del vostro network?
Per la maggior parte noi planner siamo piccoli imprenditori e imprenditrici, titolari di società. Per quanto riguarda i supplier, va detto che molti degli appartenenti a questa categoria sono direttori marketing alberghieri. Poi abbiamo gli student che coltiviamo con cura perché rappresentano ll nostro futuro e vogliamo che sia un futuro professionale. La minoranza è composta da liberi professionisti-professioniste (tipicamente consulenti) oppure fornitori di impianti tecnici, fotografi ecc.
Quali sono oggi le competenze necessarie (e i percorsi di formazione più adatti) per svolgere al meglio questo mestiere?
Forse per questo le donne sono molto presenti nel nostro settore. Siamo nel campo dei servizi, ci vogliono qualità particolari per le quali forse le donne sono più portate, come per esempio la cura e l’accompagnamento del cliente, il pensiero laterale, l’attenzione ai dettagli, la capacità intuitiva, la creatività ma anche il senso del dovere e la disciplina. Il nostro è un lavoro “dietro le quinte” e deve essere nelle sue fasi iniziali molto creativo, deve far provare emozioni e far sognare il cliente. In seguito, e sino alla fine dell’evento, ogni dettaglio va curato fino in fondo, senza dare nulla per scontato. Il nostro mondo è molto vario per cui le competenze dipendono dal settore al quale la persona si vuole dirigere, se in ambito prettamente congressuale, oppure nel campo dell’incentivazione o dei grandi eventi, o ancora nel campo della fornitura alberghiera.
Noi di MPI forniamo certificazioni che si basano comunque sul meeting management. La Certification in Meeting Management (CMM) viene data attraverso un esame a colleghi con almeno dieci anni di esperienza in tutti gli aspetti del meeting management: logistica, budget, contrattualistica , marketing e comunicazione. MPI inoltre sostiene e patrocina il Convention Industry Council per la certificazione Certified Meeting Professional (CMP), che è una sorta di “versione operativa” del CMM, rivolta a quanti hanno tre anni di esperienza documentata.
Quali le professionalità che entrano in gioco e le più richieste dal mercato?
Proprio perché il nostro mondo è molto ampio, sono tantissime le professionalità che vi rientrano: dall’albergo e centro congressi alle venue per le cene particolari, al meeting planner, al PCO (professional congress organizer), al DMC (destination Management company), ai fornitori di impianti tecnici di ogni tipo, alle ditte di trasporti, ma anche alle compagnie di navigazione, agli staff come le guide, le accompagnatrici, le interpreti, le segretarie, le hostess e gli steward congressuali. Ci sono poi anche le ditte di allestimenti, i fiorai e tante tante altre professionalità.
Come sta affrontando il vostro settore questo difficile momento economico?
Con molta molta fatica. Svariati colleghi hanno cambiato lavoro: MPI ha patrocinato un corso che è durato sei mesi con la provincia di Roma per gli over 40 del nostro settore che ponevano una domanda di cambiamento. Inoltre come associazione cerchiamo di dare ai soci più informazioni utili possibili. Abbiamo anche iniziato iniziative interassociative e una tavola di discussione con le altre associazioni di categoria perché credo fermamente che "l’unione fa la forza". Come MPI Italia abbiamo dato vita quest’anno a svariate forme di interazione fra soci e non soci, fra planner e supplier e fra questi e le figure aziendali. Inoltre come presidente di MPI credo fermamente che l’unico modo per uscire da questa crisi sia improntarsi tutti a un’etica maggiore: ci credo talmente che la nostra assemblea annuale di fine giugno a Porto Cervo sarà interamente dedicata all’etica e alla trasparenza, con esempi vincenti di italiani che hanno scelto questa via.





