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Il mentoring che smuove le montagne

Pubblicato Mercoledì 27 Aprile 2011 Ultimo aggiornamento Sabato 21 Maggio 2011 alle 18:08
Valerie Ryder

PWA Milan ha lanciato la seconda edizione del programma di Mentoring, diretto da Valerie Ryder - Professional Development Director di PWA Milan e ideatrice dell’iniziativa, e coordinato da Lee K. Smith - Mentoring Program Coordinator, quest’anno denominato “Moving Mountains Through Mentoring”, letteralmente “Smuovere le montagne con il Mentoring”. Tra le Mentor già confermate per l’edizione 2011, anche nomi della lista di donne “Ready-for- Board". La Carriera Rosa ha chiesto a Valerie Ryder di illustrare l'iniziativa.

 

Programma Mentoring: in cosa consiste?

La nostra idea di base è dare l’opportunità alle professioniste di beneficiare delle esperienze e conoscenze di donne con più esperienza e con un percorso di carriera più consolidato. Gli uomini lo fanno da sempre in modo naturale e informale (senza necessariamente chiamarlo mentoring anche se spesso lo è), mentre noi donne abbiamo la tendenza a non sfruttare questo modo di avanzare professionalmente. Alcune multinazionali e più recentemente anche alcune aziende italiane fra le più evolute hanno adottato la pratica del mentoring. Tuttavia rimane un vantaggio limitato ad un numero ristretto di fortunati, soprattutto nel mondo aziendale, di cui solo una minoranza è donna. Per non parlare delle imprenditrici e delle libere professioniste, che hanno ancora meno possibilità (per non dire nessuna) di trovare un Mentor attraverso un programma strutturato! Il gap è evidente. Ed è per questo che l’anno scorso abbiamo deciso di passare all’azione e implementare il nostro programma di mentoring. Essere leader nel creare le condizioni per cambiamenti significativi nella vita professionale delle donne fa parte integrante della missione di PWA Milan, e cerchiamo di dimostrarlo attivamente attraverso questa ed altre iniziative innovative.

Come si strutturerà il progetto di quest'anno?

Il nostro programma di mentoring edizione 2011 s’intitola “Moving Mountains Through Mentoring” (Smuovere le montagne con il mentoring) e consiste nella creazione di 15 coppie di mentor-mentee, che s’incontreranno per un periodo di 6 mesi, minimo una volta al mese per un’ora. Le associate interessate al Mentoring sottopongono alle responsabili del programma il loro modulo di candidatura in cui vengono raccolti i dati necessari per il processo di selezione e abbinamento, fattore chiave del successo di qualsiasi programma di mentoring. Il periodo d’adesione per l’edizione 2011 si è aperto il 13 aprile e si chiuderà il 4 maggio. Il “matching” che si compirà in seguito si baserà, come nel programma dell’anno scorso, sul livello di corrispondenza tra gli obiettivi dalle aspiranti Mentee, e l’esperienza, skills e aree di competenza delle Mentor che hanno dato la loro adesione al programma. Si tratta di una delle nostre iniziative più importanti, un vantaggio tra i più interessanti per le socie PWA. Perciò io e le mie colleghe, tutte volontarie, dedichiamo molto tempo e risorse alla realizzazione di un programma professionale e ben strutturato. Ad esempio, tutte le partecipanti che vengono selezionate partecipano ad una formazione specifica di mezza giornata sugli skills necessari per svolgere correttamente l’attività sia di mentor che di mentee. La partecipazione al corso – e l’intero programma di mentoring – sono completamente gratuiti. Ci rendiamo conto che quello che offriamo ad una quindicina di Mentee selezionate ogni anno rappresenta un beneficio concreto e speriamo di grande valore...ma tutte le altre? E’ per questo che terrò un workshop su “Come trovare il proprio Mentor” nel corso della serata del 27 aprile. Mi auguro che in seguito, dopo aver appreso l’ “ABC”, tutte le partecipanti si sentano più fiduciose nell’individuare e approcciare autonomamente un potenziale Mentor.  Il gap tra la domanda di attività di Mentoring e l’attuale offerta è enorme, nasce da questo l’idea di tenere un workshop che insegni alle donne come essere autonome nell’identificare e nell’approcciare un potenziale mentore.

Come è andata la passata edizione?

Benissimo! Ben 38 mentor e mentee hanno partecipato alla prima edizione, un numero più elevato rispetto alle nostre aspettative iniziali. Siamo riuscite a creare 16 coppie “tradizionali” e un gruppo di mentoring costituito da una Mentor e sei Mentee. Al fine di valutare i risultati, abbiamo somministrato un questionario alle partecipanti ed organizzato una serata di chiusura dedicata a loro. Ben il 96% delle donne che hanno risposto al questionario hanno fornito feedback positivi, mentre più di tre quarti delle Mentor rispondenti hanno indicato che avrebbero aderito di nuovo al programma di mentoring in futuro, per avere ancora l’opportunità di aiutare una donna con un profilo di carriera più junior.Tra le skill che le Mentee del programma “Women Leading Women” 2010 hanno inteso sviluppare grazie al supporto delle loro Mentor: abilità di networking, leadership, negoziazione, gestione del personale, assertività e competenze commerciali. Le funzioni aziendali di provenienza delle Mentee 2010 sono state prevalentemente finanza, vendite, marketing e comunicazione. Molte le richieste di consigli su come pianificare sapientemente la propria carriera, come cambiare lavoro e come passare dalla vita in azienda all’imprenditoria (e viceversa!), facendo tesoro dell’esperienza e, perché no, anche degli errori altrui. Non sono naturalmente mancati i consigli su come bilanciare la vita professionale e quella privata. Moltissimi i profili appartenenti al mondo dell’imprenditoria e della libera professione, quasi la metà delle partecipanti, che ha costituito un interessante equilibrio tra chi lavora in proprio e chi lavora in azienda. Grandi soddisfazioni anche sul piano personale. Molte hanno segnalato una riduzione dello stress nel confrontarsi con l’ambiente lavorativo, il recupero di una vision più ampia e allo stesso tempo più focalizzata sui propri obiettivi e l’instaurarsi di un rapporto significativo con una professionista stimata, destinato a durare nel tempo. Mentee e Mentor hanno tratto grossi benefici dal programma 2010 “Women Leading Women”, in alcuni casi con esiti sorprendenti e inaspettati. Le loro esperienze e le prime conclusioni di PWA, sono state quindi documentate in una breve pubblicazione che verrà distribuita questa sera a tutti i partecipanti.

Ci sono degli esempi di Mentorship particolarmente riusciti che possono essere citati?

Assolutamente sì. Non solo abbiamo riunito tanti esempi con citazioni provenienti direttamente delle Mentor e Mentee nella pubblicazione “Women Leading Women”, che verrà distribuita nel corso della serata, questo mercoledì 27 aprile, ma avremo anche testimonianze in diretta di quattro delle Mentee sulla loro esperienza. Parleranno dei risultati tangibili e delle emozione provate oltre che dei nuovi skills acquisiti e delle amicizie create. Per esempio, “desideravo migliorare il ROI sulle vendite ed apprendere valide tecniche di negoziazione” - racconta Sonia Parise, Relationship Manager presso Vontobel Asset Management e Mentee di Nicoletta Zappatini, Managing Director presso Crédit Agricole Corporate and Investment Bank – “ho apprezzato l’informalità dei nostri incontri e la concretezza con cui la mia Mentor è stata in grado di fornire utili feedback e strumenti di approfondimento”. “Attraversavo un periodo di grossi cambiamenti e volevo chiarirmi le idee sulle mie aspirazioni” - confessa Cristina Del Rey, Sales Programs Manager presso una multinazionale con sede in Spagna, che ha portato avanti il proprio percorso di Mentoring durante il congedo di maternità. “Le conversazioni con la mia Mentor” - nella persona di Monica Giordani, executive coach, consulente e trainer certificata – “ed i suoi consigli mi hanno aiutato a chiarirmi le idee ed ora sono pienamente conscia della mia vocazione e degli obiettivi da perseguire per i prossimi anni”. "Cercavo consigli su come promuovere la mia attività” – rivela Gini Dupasquier, fondatrice della società di consulenza DonnaLab, che ha avuto la possibilità di partecipare ad una sessione di Mentoring con Avivah Wittenberg-Cox, fondatrice e presidente onorario della European Professional Women’s Network e CEO di 20-First, una delle principali società di consulenza sulle tematiche di genere – “Avivah mi ha dedicato tempo e attenzione per comprendere la mia situazione specifica ed è poi stata in grado di darmi preziosi suggerimenti pragmatici che ho applicato con successo nei mesi successivi”. "Questa è stata la mia primissima esperienza di Mentoring” – anticipa Stella Hodkin, Communication Manager presso Arancho Doc, Mentee di Lee K. Smith, Global Director of Retail & Shopper presso TNS e coordinatrice dell’edizione 2011 del Programma di Mentoring PWA – “e mi ritengo soddisfatta. Avevo due obiettivi molto concreti: spostarmi a Milano e mettermi in proprio. Le intuizioni e la profonda comprensione della mia Mentor sono state, allo stesso tempo, rigeneranti e astute, oltre a darmi la sensazione di aver trovato un’amica”.

Che caratteristiche dovrebbe possedere chi si propone come mentor?

Per citarne alcune: Una notevole esperienza professionale La volontà di condividere le proprie esperienze e conoscenze a beneficio di un’altra donna nel suo percorso di carriera e a volte anche di vita. Disponibilità in termini di tempo.Capacità di ascoltare e di dare feedback costruttivi. Riservatezza.

Che caratteristiche dovrebbe possedere chi si propone come mentee?

Un elenco anche qui parziale: Impegno.Apertura ai consigli.Capacità di ascoltare e di ricevere feedback costruttivi. Una natura inquisitiva. La volontà di condividere onestamente le proprie aree di miglioramento. Gratitudine. Riservatezza.

Ci puoi anticipare qualche nome di Mentor dell'edizione PWA 2011?

Sì, certo. Siamo orgogliose di avere tra le Mentor già confermate un certo numero di donne che hanno servito da Mentor anche l’anno scorso, tra cui Rosanna Cella, Executive Coach & Consulente e fino all’anno scorso Director of Leadership Development da Nokia Global, e Giovanna D’Alessio, fondatrice e Managing Director di LifeCoachLab Srl e Past President dell’International Coach Federation al livello globale. Ma non solo. In più abbiamo ricevuto l’adesione come Mentor di alcune professioniste della ormai famosa lista di donne “Ready-for-Board”. Tra le Mentor già confermate per l’edizione 2011, anche nomi della rinomata lista di donne “Ready-for-Board. Tra questi Joyce Bigio, fondatrice della International Accounting Solutions, specializzata in servizi finanziari e governance; Paola Mercante, managing director per più di 15 anni presso grandi aziende di assicurazione ed ora a capo del proprio studio di consulenza; e Patrizia Misciattelli delle Ripe, fondatrice e presidente di Mamy’s, società di Advisory specializzata in modelli di ottimizzazione delle imprese famigliari. A loro si aggiunge un noto profilo accademico proveniente dalla SDA Bocconi di Milano: Simona Cuomo, Professor area Organizzazione & Personale nonché coordinatrice dell’Osservatorio sul Diversity Management.

Come consideri il mentoring nel processo di promozione e supporto delle carriere femminili?

Di assoluta importanza! La mancanza di attività di mentoring contribuisce in modo significativo al fatto che ci siano ancora troppe poche donne in posizioni di leadership in Italia, sia nel mondo aziendale che in politica.

Si tratta di un sistema utilizzato dalle aziende italiane o non ancora come dovrebbe?

Purtroppo il Mentoring è ancora poco utilizzato delle aziende italiane, anche se c’è qualche segno che questa pratica stia cominciano ad essere considerata per quello che è: un valido strumento di sviluppo di carriera e di valorizzazione delle risorse umane.

Come si misura l'efficacia del Mentoring in un'azienda?

Si può misurare in tanti modi, a cominciare da una valutazione dei benefici tangibili ricavati dai protagonisti del progetto (Mentor-Mentee) e dei cambiamenti individuali ed organizzativi generati. Lo strumento della più tradizionale Employee Satisfaction Survey (pre e post-Mentoring) può invece essere utilizzato per indagare l’impatto più generale del Mentoring sul clima aziendale, così come un’analisi del turnover del personale può evidenziare il positivo impatto sulla retention. Non vanno infine dimenticati i feedback specifici individuali raccolti ad esempio nel corso delle valutazioni annuali oppure durante l'“Exit interview”. Questa pratica, ancora poco usata in Italia, consiste nel fare un colloquio ai dipendenti che lasciano l’azienda (a prescindere dal motivo dell'uscita ) nell’ottica di ottenere feedback aperti e onesti su vari aspetti della vita aziendale. Sebbene l’efficacia possa essere misurata attraverso analisi di dettaglio, ritengo tuttavia che il vero contributo dei progetti di mentoring debba essere valutato in una prospettiva di lungo termine quale contributo fondamentale della people strategy di ogni azienda di successo.

Elena Basilisco



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